Ossigeno-ozonoterapia: come e quando farla?

L’ossigeno-ozonoterapia, comunemente nota come ozonoterapia, è un’efficace terapia con effetto antinfiammatorio, antidolorifico, ossigenante e miorilassante. 

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L’ossigeno-ozonoterapia è un approccio terapeutico innovativo che consente di affrontare e combattere differenti patologie e disturbi. Vediamo come sia possibile offrire sollievo ai diversi pazienti, esaminando il funzionamento di questo trattamento medico.

A cura del dottor Andrea Degobbis


Cos’è l’ossigeno-ozonoterapia?

L’ossigeno-ozonoterapia, comunemente nota come ozonoterapia, è un’efficace terapia con effetto antinfiammatorio, antidolorifico, ossigenante e miorilassante

Si tratta di un trattamento medico che, in modalità diverse a seconda dei casi, consiste nel somministrare una miscela gassosa di ozono e ossigeno medicale. Tale somministrazione diventa così un coadiuvante terapeutico, basato su due sostanze che sono naturalmente presenti nel nostro organismo.

A cosa serve l’ossigeno-ozonoterapia?

L’ossigeno-ozonoterapia (O2O3) è indicata nel trattamento di:

  • Dolore muscolo-scheletrico, in particolare nelle discopatie e radicolopatie cervicali, dorsali, lombari
  • Dolore coccigeo
  • Sindrome miofasciale
  • Gonartrosi
  • Spalla dolorosa
  • Compressione nervo-ulnare al gomito e del polso (Sindrome canale di Guyon, Sindrome del tunnel carpale)
  • Dito a scatto
  • Rizoartrosi
  • Dupuytren
  • Patologia dolorosa caviglia
  • Tunnel tarsale
  • Patologia dolorosa piede
  • Tendinopatie
  • Borsite gran trocantere femore
  • Trigger points (punti dolorosi)

Come funziona il trattamento di ossigeno-ozonoterapia?

È stato ipotizzato che il meccanismo d’azione si realizzi attraverso un’azione multifattoriale: una prima azione è quella ossigenante e decontratturante sulla muscolatura, a cui segue una riduzione del dolore e dell’infiammazione, con una buona efficacia terapeutica.

Diverse le vie di somministrazione della miscela gassosa:

  • Infiltrazioni bilaterali paravertebrali della muscolatura paravertebrale del rachide cervico/dorsale e lombo/sacrale a livello dello spazio distale interessato dall’ernia
  • Iniezione perinervosa (tunnel carpale, tunnel tarsale, ecc)
  • Iniezione periarticolare (spalla dolorosa da tendinopatia cuffia dei rotatori, gonartrosi, coxartrosi, ecc.)
  • Iniezione intrarticolare (artrosi spalla, ginocchio, caviglia, ecc.), iniezione peritendinea con tecnica “Ozone Blistering” (epicondilite, epitrocleite, malattia di de Quervain, rizoartrosi, tendinopatia achillea e dei cavisti, ecc.)
  • Iniezione sottocutanea dei punti dolorosi

L’infiltrazione è eseguita, previa accurata disinfezione, inserendo aghi molto sottili; successivamente si procede all’iniezione della miscela gassosa in modo sicuro, utilizzando apposite siringhe e filtri antibatterici con un’adeguata asepsi. 

Il ciclo comprende più infiltrazioni con frequenza generalmente di due volte alla settimana, al termine delle quali vengono eseguite infiltrazioni di richiamo o mantenimento.

Il trattamento si esegue in ambulatorio e dura pochi minuti, senza alcun effetto collaterale.

L’ossigeno-ozonoterapia è dolorosa?

La proceduta viene in genere ben tollerata dal paziente; talora si può avvertire un risveglio di breve durata della sintomatologia dolorosa o una temporanea sensazione di pesantezza o dolore urente (bruciore) transitorio che rientra automaticamente in pochi minuti.

Come comportarsi dopo il trattamento?

Nelle 24 ore post-trattamento sono assolutamente da evitare viaggi in quota o escursioni in profondità marine; si raccomanda se possibile l’astensione dalla guida nell’ora successiva al trattamento.

Interferenze farmacologiche e possibili complicanze

L’assunzione di farmaci non interferisce con l’ossigeno-ozonoterapia.

Tra le possibili complicanze e rischi dell’ozonoterapia sono stati rilevati: ematoma in sede iniezione, infezione, reazione vagale (sudorazione, bradicardia, ipotensione con alterazioni del ritmo cardiaco fino allo scompenso). Le crisi vagali, in genere transitorie, si risolvono spontaneamente in pochi minuti; in caso contrario, è necessario ricorrere ai presidi medici e tuttavia la letteratura scientifica riporta rari eventi avversi.

L’unica controindicazione all’effettuazione del trattamento è rappresentata dalla gravidanza.

A cura del dottor Andrea Degobbis

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